Piano Offerta Formativa
Istituto Giuseppe Neri
Scuola Primaria San Paolo
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La scuola PrimariaSan Paolo (dell’Istituto Giuseppe Neri, Società Cooperativa Sociale Onlus, che gestisce anche una scuola materna ed un centro culturale) è nata per offrire alla famiglia, depositaria del diritto-dovere di educare, un valido e necessario complemento, che la sostenga nel suo compito e ne completi l’opera. La scuola Primaria è situata a Pogliano Milanese, in via Rosmini 5.
La segreteria è aperta tutti i giorni dalle 8,15 alle 17.
La sua storia.
La scuola Primaria è nata nel 1971 per continuare il lavoro educativo che l’Istituto Neri aveva iniziato aprendo la scuola dell’infanzia. È stata ospitata nei locali della parrocchia San Paolo di Rho fino al 1997; nel settembre del 1997 si è spostata nei locali, opportunamente ristrutturati (e successivamente acquistati dalla Fondazione Giuseppe Neri), che occupa attualmente. La scuola è parificata dal 1982; in data 30/11/2000 ha ottenuto la qualifica di Scuola ElementareParitaria, poi Primaria Paritaria, ed è a norma rispetto a tutte le richieste di legge.
Fin dalla sua nascita, la scuola si è concepita aperta a tutti, anche a famiglie di culture e religioni diverse: l’unica cosa richiesta era ed è che le famiglie confermino l’iscrizione del figlio dopo che sia stato loro illustratoil progetto educativo della scuola stessa e/o dopo averlo letto. Infatti, l’attività della scuola è in armonia con i principi della Costituzione italiana (in particolare con gli articoli 2, 3, 33, 34); pertanto la scuola stessa non compie alcuna discriminazione ed è consapevole di avere una funzione di pubblico servizio: quella di favorire la crescita armonica e completa di ogni alunno.
La sua struttura oggi
Il bacino di utenza della scuola comprende i comuni di Pogliano,Rho ecomuni limitrofi.
La scuola primaria è composta attualmente di 6 classi, con un numero di bambiniper classe che varia dai 15 ai 28. Il collegio docenti è composto dalla coordinatrice didattica, dalle insegnanti di classe, dalle insegnanti specialiste contitolari per il sostegno, l’educazione musicale, l’attività motoria, la lingua inglese. Partecipano anche le insegnanti incaricate dei servizi della scuola del pomeriggio. Le attività extrascolastiche sono svolte sia da insegnanti della scuola che da altro personale qualificato. L’attuale organico delle insegnanti è composto da :
Coordinatrice Didattica
Colombo Raffaella
Personale docente (insegnanti di classe, di sostegno e della scuola del pomeriggio)
Bergo AlessiaPersonale docente di specialità:
Pezzotti Roberta (educazione musicale)Fondamenti dell’offerta educativa
La scuola primaria mira all’educazione integrale del bambino.
Come dettagliato nel progetto educativo, pone a fondamento del proprio lavoro i seguenti punti:
La scuola educa il bambino ad aprirsi alla realtà con curiosità e stupore, lo introduce alla conoscenza di sé e di quanto lo circonda, attraverso la guida dell’adulto e la compagnia degli altri bambini, in un lavoro di apprendimento sistematico, che accoglie anche ciò che è stato appreso fuori dall’ambito scolastico e glidà ordine. Questo cammino viene sempre progettato tenendo conto delle esigenze proprie dell’età dei bambini coinvolti, delle loro capacità, delle loro potenzialità; tiene conto dell’unità della persona, quindi coinvolge il corpo tanto quanto le capacità intellettuali; introduce progressivamente ad interiorizzare e aconcettualizzare le esperienze fatte; chiede una adesione personale, sempre più consapevole, alle proposte degli insegnanti ed educa quindi ad una responsabilità.
Metodologia educativa
Il nascere e l’operare della nostra scuola avvengono all’interno della concezione cristiana dell’uomo e della vita. Ne derivano la certezza della positività del reale e del valore della persona, una certezza che è cosciente nell’adulto ed è offerta al bambino non attraverso discorsi, ma attraverso la concretezza dell’esperienza quotidiana.
Punto di metodo fondamentale: il riferimento costante all’esperienza, intendendo per esperienza non il fare soltanto, ma il fare consapevole, quindi il riflettere, il prendere coscienza, il paragonare fatti e azioni con esperienze precedenti o di altre persone, il confrontarle con ciò che si è riconosciuto vero; il giungere quindi ad un giudizio.
Il rispetto della libertà del bambino: la sua persona è al centro di tutto il lavoro educativo.
L’imparare, il crescere sono il risultato dell’incontro tra due libertà, tra la proposta dell’adulto (chiara, supportata da ragioni adeguate all’età) e l’adesione del bambino, che accetta di fidarsi e di mettere in gioco tutte le proprie capacità. In tal modo si educano la passione per la verità (educazione alla conoscenza) e la capacità di rapporto(educazione alla socialità)
Il richiamo all’obbedienza, intesa sia come riferimento esplicito ed affettuoso all’insegnante, che accompagna e guida, sia come confronto leale con la tradizione, cioè con le proposte, i suggerimenti, i passi che vengono indicati.
Il richiamo alla responsabilità personale, intesa come ineludibile risposta alla proposta che viene fatta; questo atteggiamento si incarna nell’affrontare seriamente e con impegno il lavoro quotidiano.
Caratteristiche del lavoro della scuola primaria sono
l’elementarità, cioè il comunicare ed il proporre ciò che è essenziale;
la ricorsività, che consiste nel riprendere in modo sempre più approfondito e consapevole ciò che si va conoscendo;
un metodo caratterizzato :
un metodo quindi fondato sull’esperienza, in cui trovino spazio la concretezza, l’operatività, la corporeità, basi per facilitare lo sviluppo dell’intelligenza, della capacità di concettualizzare, dell’affettività
In ambito scolastico, la crescita del bambino è resa possibile dalla presenza di un maestro:
Le regole e le loro ragioni
L’ipotesi educativa su cui si fonda la scuola non può essere comunicata solo a parole, ma si incarna, è tradotta nelle scelte e nei gesti: l’ordine della persona, del luogo, del materiale; il silenzio; il modo di trattarsi; il modo in cui si trattano vicendevolmente gli adulti, in cui gli insegnanti parlano dei genitori e in cui i genitori parlano degli insegnanti; il modo in cui si scendono le scale o ci si saluta; le regole proposte: tutto questo comunica osmoticamente una concezione.
Oggetto dell’insegnamento non è la singola disciplina, ma la realtà, che è una: da questa coscienza deriva l’unitarietà del sapere elementare,che si svolge attraverso i diversi modi in cui la ragione si apre a conoscere il reale. Alcuni ambiti disciplinarisono caratterizzatiin modo evidente da una forte funzione formativa, sia per il loro chiaro nesso conla realtà sia perché facilitano l’approccio alle altre aree disciplinari. Si tratta delle aree linguistiche e matematiche. Su di esse si indirizza in modo particolare l’attenzione dell’insegnante. Le altre discipline sono comunque necessarie per rendere completa la proposta educativa
Lingua italiana
Distinguiamo due livelli: uso e riflessione.
L’uso della lingua è continuo e trasversale ad ogni apprendimento, ma cresce e si sviluppa come possibilità di comunicare (prendere coscienza, comunicare, ricordare e ripercorrere) l’esperienza, avendo come meta la conoscenza di sé e della realtà che si incontra.
La dimensione in cui si sviluppa la lingua è quella narrativa, come presa di coscienza degli eventi collocati ordinatamente nel tempo. La possibilità di scrivere il testo (pensiero-tema-riassunto) comprende sia la costruzione di un’immagine mentale in cui si rivive l’esperienza, sia l’arricchimento lessicale necessario per esprimerla. Il modo di scrivere cambia in funzione di ciò, adeguandosi all’oggetto del racconto, al destinatario, alla domanda posta.
La lettura è esperienza di testualità significativa (di fondamentale importanza la lettura fatta dall’insegnante).
La riflessione sulla lingua, nei primi due anni, si compie nell’apprendimento della scrittura e della lettura, oltre che nel divenire consapevoli della funzionalità fonematica della lingua: la parola come unità significativa, le regole ortografiche. Nei seguenti tre anni si sviluppa gradualmente attraverso l’identificazione, il riconoscimento e l’apprendimento anche mnemonico di alcune forme di morfologia e di sintassi.
La matematica incrementa la capacità razionale; educa ad un approccio rigoroso, ordinato, preciso con il reale.
Si evidenziano tre aspetti:
Durante il primo ciclo, dal punto di vista metodologico è necessario l’incontro diretto con la realtà da conoscere, l’unitarietà del contenuto, il coinvolgimento di tutta la persona nell’esperienza, la consapevolezza del percorso fatto.
Nel secondo ciclo, la modalità della conoscenza attraverso un rapporto diretto con la realtà permane, ma si sviluppano una maggiore padronanza linguistica ed una maggiore coscienzaspazio-temporale.
Il linguaggio diventa strumento di mediazione della realtà: la parola letta o ascoltata permette di riferirsi a situazioni ed avvenimenti lontani nel tempo e nello spazio, quindi non conoscibili attraverso l’esperienza diretta.
È un passaggio delicato per la costruzione del pensiero, perché in esso si matura una nuova e più profonda coscienza del reale.
Il bambino impara trattenendo informazioni contenute in un testo, stabilisce analogie con esperienze personali, comprende ed elabora verbalmente concetti astratti.
Il sussidiario viene usato per guidare il bambino ad apprendere un metodo di studio.
Imparando ad usare un linguaggio più appropriato alle diverse discipline, il bambino arricchisce il suo lessico e quindi migliorano l’espressione orale e quella scritta.
La musica è un linguaggio, attraverso il quale l’uomo si esprime, spontaneamente, fin dai primi anni di vita e che è in grado di percepire e gustare fin dal grembo materno. Tuttavia è una capacità che va educata: la scuola offre ai bambini gli strumenti elementari per poter incontrare, conoscere e gustare la musica.
Questo avviene attraverso:
Poiché educa alla bellezza e interpella la sensibilità della persona, la musica è disciplina trasversale, che si collega alle altre, promovendo ad esempio l’ordine, la capacità di astrarre, la coordinazione, la capacità d’ascolto e di espressione.
Il bambino impara agendo; il corpo è strumento privilegiato di conoscenza: abilità, conoscenze, esperienze,percezionipassano attraverso l’uso sicuro e corretto del proprio corpo.
Per questo, è importante educare la persona anche dal punto di vista motorio e fisico.
Il gioco, sia libero che guidato, permette la conoscenza di sé, il misurarsi con l’altro e con la realtà, lacondivisione di emozioni ed azioni, l’accettazione motivata della regola.
Lingua straniera: ingleseAbbiamo scelto di introdurre l’insegnamento della lingua inglese perché è di fatto la più usata nei rapporti internazionali e permette quindi a chi la conosce di destreggiarsi in qualsiasi situazione.
Finalità di questa disciplina sono:
A livello squisitamente educativo, l’apprendimento della lingua straniera favoriscela flessibilità linguistica e mentale, chiede di rimettere in gioco il proprio desiderio di imparare, la capacità di rischiare; chiede perfino un uso nuovo del proprio corpo (movimenti della bocca ed anche posture).
Apprendere l’inglese è principalmente un’esperienza di comunicazione: pertanto verrà valorizzato un metodo fondato sulla comunicazione orale; al bambino verranno proposti dei “chunks”, modelli sui quali appoggerà la propria espressione. Tale studio verrà introdotto,aumentando gradualmente le ore, fin dalla prima elementare. Oltre al testo, verranno usate audio e video cassette, materiale ludico, filmati, canzoni; introdurremo la corrispondenza epistolare dalla IV e la drammatizzazione da subito.
Insegnante di madre lingua. Riteniamo che tutto quanto più sopra esposto possa essere valorizzato e vissuto con maggior simpatia e gusto nell’apprendimento dagli alunni in un rapporto diretto con un insegnante di madre lingua, che affiancherà l’insegnante titolare di classe un’ora la settimana.
Religione
Una delle dimensioni fondamentali della persona è quella religiosa: un’educazione vera non può certo prescinderne. Infatti, conoscere la realtà vuole anche dire cercare e riconoscere il senso ultimo della vita, degli avvenimenti e delle cose. Nella scuola primaria l’incontro con la persona di Gesù è favorito da momenti di studio (storia sacra e verità di fede) e da gesti che introducano alla vita della Chiesa, valorizzando in particolare i tempi liturgici, le feste, i momenti di preghiera comunitaria.Informatica
La scuola usa il computer anche per facilitare la scrittura a bambini con difficoltà motorie; per permettere a bambini con difficoltà di ordine o di orientamento di produrre lavori belli, quindi gratificanti; per rendere più vario il recupero ortografico, per facilitare brevi ricerche guidate; per rivivere esperienze significative guardando le foto inserite sul sito della scuola stessa e per condividerle con altri; per corrispondere velocemente con altri paesi.
Valutazione e Verifica
Valutazione degli alunni
Attraverso la valutazione, l’insegnante individua le conoscenze e le competenze raggiunte dagli allievi nelle diverse discipline; confronta il livello raggiunto con le reali possibilità del singolo e della classe; riconosce l’atteggiamento con cui il singolo e la classe affrontano il lavoro; indica i passi ancora da compiere; sostiene l’impegno necessario a continuare.
La valutazione serve anche perché l’insegnante riveda il proprio lavoro, lo corregga se occorre; lo modifichi secondo i bisogni dei ragazzi, variando approcci e strategie; offra nuove occasioni di esperienza.
Strumenti privilegiati della valutazione sono:
La verifica serve anche perché l’alunno si abitui a rendere ragione di ciò che fa e impara. La verifica può essere sia scritta che orale: le due modalità hanno valore diverso e diversa valenza educativa, sono quindi entrambe utili e necessarie.
Valutazione dell’insegnamento
Il collegio docenti è il luogo della verifica della proposta educativo-didattica, della valutazione di come è attuata nelle singole classi. Tale valutazione ha lo scopo di sostenere il singolo insegnante, aiutandolo ad una maggior consapevolezza della sua posizione educativa e ad approfondire una competenza professionale; serve anche a far sì che le capacità del singolo vengano messe a disposizione di tutti. Compito della coordinatrice è anche un rapporto personale con l’insegnante, che lo aiuti nel proprio lavoro quotidiano.
Valutazione della scuola
La valutazione della scuola, intesa come corrispondenza e coerenza tra l’ideale culturale e l’esperienza quotidiana, è responsabilità dell’ente gestore.
La qualità della proposta e la crescita dei ragazzi sono ovviamente verificate in primo luogo dalle famiglie.
La scuola aderisce liberamente al progetto sperimentale di valutazione su scala nazionale promosso dall’INVALSI.
Organismi
Affinché quanto detto precedentemente possa avvenire, è indispensabile la reale unità del soggetto educativo. Questo presuppone, oltre ad un’esplicita corresponsabilità tra insegnanti e genitori, una reale unità tra gli insegnanti.
Occorrono degli strumenti, che sono:
Il Collegio Docenti
È il punto in cui si costruiscono l’unità e la corresponsabilità educativa e didattica della scuola; in cui si stabiliscono finalità, contenuti e metodi, con i quali ogni docente deve confrontarsi; è il luogo in cui si rivedono e decidono continuamente i passi del percorso didattico.
Vi partecipano la coordinatrice didattica e tutti gli insegnanti, a qualunque titolo lavorino nella scuola.
Il Collegio si riunisce settimanalmente, secondo le modalità definite nelle prime riunioni.
Assemblea di istituto
Vi partecipano, oltre alla coordinatrice e agli insegnanti, tutti i genitori che lo desiderano: si trattano argomenti relativi al processo educativo, richiedendo anche l’aiuto di “esperti”. Normalmente, quanto discusso o ascoltato viene ripreso nelle assemblee di classe.
Assemblea di classe
È composta dai docenti e dai genitori della classe stessa. In essa le insegnanti presentano il proprio lavoro, la situazione della scolaresca, i passi compiuti e quelli previsti, le attività e gli strumenti in uso. In essa avviene anche il confronto sui fondamenti educativi e si costruisce l’unità scuola-famiglia. È il luogo in cui ogni genitore può porre domande, proposte, problemi.
Rappresentanti di classe
La scelta dell’Istituto è quella di privilegiare la massima partecipazione di tutti e di ogni singolo genitore alla vita della scuola.
Colloquio con l’insegnante e/o la coordinatrice
Il primo colloquio avviene tra la famiglia e la coordinatrice e precede l’iscrizione. Serve per presentare ai genitori il progetto educativo e per una prima reciproca conoscenza.
I successivi colloqui avvengono tra i genitori, l’insegnante e talvolta con la coordinatrice. Sono strumento privilegiato per uno scambievole aiuto e per la conoscenza del bambino. In essi si verifica il cammino educativo-didattico del bambino stesso e si identificano i passi necessari. Normalmente i colloqui avvengono su appuntamento, anche se il lunedì dalle 14 alle 15 gli insegnanti sono sempre disponibili.
Rete di scuole
Ormai da anni, la scuola collabora con altre scuole del territorio, con diverse modalità. Vengono svolti con regolarità incontri di formazione, programmazione e verifica.
Punti di riferimento associativi
L’Istituto aderisce alla F.O.E. (Federazione Opere Educative) a livello gestionale e all’Associazione “Il Rischio Educativo” per approfondimenti e l’aggiornamento del corpo docente.
Organizzazione didattica
Gli insegnanti
Nella nostra scuola abbiamo sempre mantenuto la figura del maestro di classe perché è quella più corrispondente al bisogno del bambino in questa fascia di età. Egli è punto di riferimento costante a livello culturale, relazionale ed affettivo, oltre che segno e strumento dell’unità della classe. Lo affiancano gli specialisti, che hanno il compito di aiutare il bambino a crescere in tutti gli aspetti della sua persona. I loro interventi sono preparati e svolti con l’insegnante di classe; la loro presenza è un valore perché permette al bambino di relazionarsi con altre persone e, nello stesso tempo, di vedere in atto l’unità vissuta tra quegli adulti, che sono per lui importanti.
La classe
La vita normale dei ragazzi si svolge nella classe, che rappresenta un contesto di rapporti stabili, sicuri, continuativi nel tempo e permette quindi un’esperienza di appartenenza, di solidarietà, di collaborazione.
Le attività didattiche sono organizzate e svolte secondo queste modalità:
-lezione frontale collettiva
-lavori di gruppo
-lavori a classi aperte, anche verticalmente
-laboratori, organizzati per aiutare difficoltà di apprendimento, o per permettere approfondimenti, o per proporre esperienze diverse significative.
Attività curricolari
Vengono svolte in sei mattine, con un monte ore settimanale di 28 ore. L’ora eccedente permette che la scuola resti chiusa 5/6 sabati durante l’anno, in genere nel giorno dedicato all’aggiornamento delle insegnanti. Nel pomeriggio vengono invece collocate le ore opzionali. L’articolazione dell’orario è pensata per non affaticare gli alunni con un monte ore giornaliero troppo pesante.
Attività opzionali
Sono diverse a seconda della classe frequentata. Sono previsti laboratori di inglese, laboratori di consolidamento delle materie; ore di educazione motoria e di educazione alla sensibilità, di avviamento alla danza, di psicomotricità. Tali attività si svolgono al pomeriggio, dalle 14,00 alle 16,30; è previsto un momento di gioco.
Attività integrative
Ne fanno parte incontri o esperienze particolarmente significative dal punto di vista culturale: uscite, visite a musei, gite, concerti e spettacoli teatrali, oltre agli spettacoli realizzati dai ragazzi, tra i quali assume particolare rilevanza la Sacra Rappresentazione, annualmente organizzata in occasione del Natale.
Rientrano tra queste attività:
-il pellegrinaggio a Roma, organizzato ogni tre anni per i ragazzi del II ciclo;
-la Via Crucis, organizzata nel periodo della Quaresima;
Pre-scuola
Al mattino dalle 7.50: accoglienza dei bambini.
Responsabile un insegnante.
Orario scolastico
L’orario settimanale prevede
6 mattine obbligatorie (non tutti i sabato sono di scuola), più tre ore pomeridiane di attività opzionali.
La scelta di questo orario è stata fatta tenendo conto del valore della scuola, che è esperienza certamente assai significativa per gli alunni, se armonicamente inserita nella vita dei ragazzi, senza una pretesa totalizzante.
L’ orario è quindi così articolato:
lunedì - venerdìdalle 8.15 alle 13.00
sabatodalle 8.15 alle 12.30
Attività extracurricolari
Sono scelte dai genitori dei bambini tra quelle proposte liberamente dalla scuola,previa esplicita iscrizione. Si svolgono nel pomeriggio e variano di anno in anno. Per il suo particolare valore educativo, da anni ormai,una attività stabilmente proposta è il Coro, preparato dalla attività opzionale di Scuola di Canto.
Dopo scuola (su iscrizione)
Tutti i pomeriggi (escluso il sabato) dalle 13.00 alle 16.30: mensa, svolgimento compiti e lezioni, attività varie. Sono previste tre possibili uscite: al temine del pranzo, cioè alle 14.00; al termine dei compiti, cioè alle 15.15; alle 16.30. Responsabili due insegnanti.
Scuola estiva (su iscrizione)
La scuola estiva, organizzata dopo il termine dell’anno scolastico, comprende un periodo trascorso in montagna (per il II ciclo) e, a seconda dei bisogni evidenziati dalle famiglie, alcune settimane di attività educative, di convivenza, di gioco presso l’edificio scolastico, sino alla fine del mese di giugno.