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Istituto Giuseppe Neri
 

SCUOLA DELL’INFANZIA PARITARIA SAN PAOLO

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La scuola dell’infanziaSan Paolo(dell’Istituto Giuseppe Neri, società cooperativa che gestisce anche una scuola Primaria ed un Centro Culturale) è nata per offrire alla famiglia, depositaria del diritto-dovere di educare, un valido e necessario complemento, che la sostenga nel suo compito e ne completi l’opera.

La scuola dell’infanzia è situata a Pogliano Milanese, in via Rosmini 5.

La segreteria è aperta tutti i giorni dalle 8,15 alle 9,30 e dalle 12 alle 17.

La sua storia

La scuola dell’infanzia è nata nel 1969, per continuare il lavoro educativo iniziato dalle famiglie.

È stataospitata nei locali della parrocchia San Paolo di Rho fino al 1997; nel settembre del 1997 si è spostata nei locali, opportunamente ristrutturati, che occupa attualmente.

La scuola è autorizzata dal 1970; in data 28/02/01 ha ottenuto la qualifica di Scuola MaternaParitaria ed è a norma rispetto a tutte le richieste di legge.

Fin dalla sua nascita, la scuola si è concepita aperta a tutti, anche a famiglie di culture e religioni diverse: l’unica cosa richiesta era ed è che le famiglie confermino l’iscrizione del figlio dopo che sia stato loro illustratoil progetto educativo della scuola stessa e/o dopo averlo letto.

La sua struttura oggi

Il bacino di utenza della scuola comprende i comuni di Pogliano,Rho ecomuni limitrofi.

La scuola dell’infanzia ècomposta di 3 classi, per un totale di 70 bambini Il collegio docenti è composto dalla coordinatrice didattica, da 5 insegnanti di classe e da un’assistente di vigilanza. L’attuale organico degli insegnanti è composto da :

Coordinatrice: Costa Mirella

Docenti di classe: Biasin Rosangela

Menoncello Emanuela

ScottonDeborah

Turconi Laura

Docente di sostegno:Medri Anna Paola

Assistente di vigilanza: Negri Maria Grazia

Fondamento dell’offerta educativa

La scuola dell’infanzia mira all’educazione integrale del bambino.

Come dettagliato nel progetto educativo, pone a fondamento del proprio lavoro i seguenti punti:

La scuola educa il bambino ad aprirsi alla realtà con curiosità e stupore, lo introduce alla conoscenza di sé e di quanto lo circonda, attraverso la guida dell’adulto e la compagnia degli altri bambini.

Questo cammino viene sempre progettato tenendo conto delle esigenze proprie dell’età dei bambini coinvolti, delle loro capacità, delle loro potenzialità; tiene conto dell’unità della persona, quindi coinvolge il corpo tanto quanto le capacità intellettuali.

Metodologia educativa

Il nascere e l’operare della nostra scuola avvengono all’interno della concezione cristiana dell’uomo e della vita.

Ne derivano la certezza della positività del reale e del valore della persona, una certezza che è cosciente nell’adulto ed è offerta al bambino, anche così piccolo, non attraverso discorsi, ma attraverso la concretezza dell’esperienza quotidiana.

Punto di metodo fondamentale: il riferimento costante all’esperienza, intendendo per esperienza non il fare soltanto, ma il fare consapevole, quindi il riflettere, il prendere coscienza, il paragonare fatti e azioni con esperienze precedenti o di altre persone, il confrontarle con ciò che si è riconosciuto vero; il giungere quindi ad un giudizio.

Punti qualificanti

Sono gli stessi che caratterizzeranno la vita anche negli anni della scuola primaria; naturalmente alla materna sono incarnati nella quotidianità della vita in modo adeguato alle esigenze e ai bisogni propri dell’età.

Il rispetto della libertà del bambino: la sua persona è al centro di tutto il lavoro educativo.

L’imparare, il crescere sono il risultato dell’incontro tra due libertà, tra la proposta dell’adulto (chiara, supportata da ragioni adeguate all’età) e l’adesione del bambino, che accetta di fidarsi e di mettere in gioco tutte le proprie capacità.

In tal modo si educano la passione per la verità (educazione alla conoscenza) e la capacità dirapporto ( educazione alla socialità)

Il richiamo all’obbedienza, intesa sia come riferimento esplicito ed affettuoso all’insegnante, che accompagna e guida, sia come confronto leale con la tradizione, cioè con le proposte, i suggerimenti, i passi che vengono indicati.

Un iniziale richiamo alla responsabilità personale

Le regole e le loro ragioni.

L’ipotesi educativa su cui si fonda la scuola non può essere comunicata solo a parole, ma si incarna, è tradotta nelle scelte e nei gesti: l’ordine della persona, del luogo, del materiale; il silenzio richiesto in alcuni momenti; il modo di trattarsi; il modo in cui si trattano vicendevolmente gli adulti, in cui gli insegnanti parlano dei genitori e in cui i genitori parlano degli insegnanti; il modo in cui si scendono le scale o ci si saluta; le regole proposte: tutto questo comunica osmoticamente una concezione di vita.

L’ Open Day

 Nella seconda metà di maggio, la scuola apre i battenti ai nuovi iscritti e ai loro genitori; i bambini hanno la possibilità di partecipare ad un lungo momento di gioco e convivenza, in compagnia di mamma e papà: in tal modo, i piccolini cominciano a incontrare alcuni compagni, a conoscere l’ambiente in cui si inseriranno, soprattutto incontrano le loro maestre, sentendosi supportati dalla presenza dei genitori.

Condizione perché tutto ciò possa avvenire è una reale unità del soggetto educativo. Questo presuppone una corresponsabilità esplicita trainsegnanti e genitori e una reale corresponsabilità tra gli inseguanti, da cui deriva l’importanza del collegio docenti.

Organizzazione della sezione

Attualmente la scuola dell’infanzia accoglie bambini da 3 a 6 anni, suddivisi in tre sezioni eterogenee. Ogni sezione ha la compresenza di due educatrici dalle ore 8.00 alle ore 14.00. La sezione mette in relazione bambini di età diverse favorendo un rapporto grande-piccolo, per entrambi fonte di maturazione e apprendimento.

La presenza di due educatricipermette la divisione dei bambini in gruppi di età o per attività.

Il piccolo gruppo permette al bambino di chiarire e riconoscere il punto di riferimento con cui instaurare un rapporto di fiducia, e all’adulto la possibilità di conoscere meglio ogni bambino e di ipotizzare una proposta più rispettosa delle esigenze e delle capacità di ognuno.

Inserimento

L’inserimento nella scuola dell’infanzia è un momento molto particolare e delicato della vita del bambino perché è l’esperienza del distacco dai genitori e della conoscenza di sé in rapporto a persone nuove, ambienti diversi. È perciò molto importante che i genitori e le educatrici si incontrino per prepararlo insieme, iniziando così a costruire un rapporto di fiducia che darà una maggiore sicurezza al bambino.

La gradualità dell’inserimento (effettuato a piccoli gruppi), il ritmico ritornare del genitore dopo un periodo di lontananza contenuto, il riferimento costante dell’insegnante alla famiglia, aiuta il bambino a superare l’ansia e a sentirsi voluto e accolto.

L’educatrice diventa il nuovo punto di riferimentoin rapporto ad ogni novità (spazi grandi sconosciuti, prime regole, scoperte nuove).

L’accoglienza del bambino viene fatta nella classe per diverse ragioni:

  1. Il bambino evidenzia con facilità i punti di riferimento (educatrice e bambini) e sente di appartenere ad un luogo preciso.
  2. Il luogo in cui il bambino viene a trovarsi è accogliente, non è grande e dispersivo.
  3. Giochi e strutture sono pensati e voluti dalle educatrici, per permettere al bambino di orientarsi nello spazio, entrare in rapporto con la realtà, misurarsi con essa, instaurare i primi legami.

Lo spazio

La cura nell’organizzazione dello spazio e la strutturazione degli “angoli” rende la scuola un ambiente finalizzato e non casuale, dando significato a spazio e tempo.

Tutto ciò garantisce al bambino un senso di continuità, flessibilità e coerenza che gli facilitano il rapporto con l’adulto, i compagni e l’ambiente che deve rispondere alle domande e ai bisogni dei bambini stessi.

Lo spazio diviene così specchio di scelte educative-didattiche della scuola, livelli di sicurezza e autonomia dei bambini, relazione adulto-bambino.

La Sezione

La sezione è per il bambino il punto di riferimento per eccellenza in quanto gli permette di sentirsi contenuto, rassicurato e protetto.

La sezione garantisce inoltre al bambino di soddisfare due esigenze fondamentali:

Per assicurare al bambino che vengano rispettati questi bisogni, la sezione viene strutturata in angoli gioco (spazi zona).

La definizione di ogni luogo viene stabilita all’inizio dell’anno scolastico ma viene successivamente modificata in funzione delle esigenze dei bambini e i bambini stessi sono partecipi delle trasformazioni nel corso del tempo.

In questo modo lo spazio diventa luogo nel quale il bambino riconosce qualcosa di sé.

Angolo morbido – dell’accoglienza

Dotato di tappeto e di cuscini, è uno spazio delimitato su tre lati, raccolto e tranquillo. Il tappeto è una occasione di relax, di lettura ma anche di salti e lotte senza pericoli, scoprendo le possibilità del proprio corpo. In questo spazio sono importanti la presenza di “libri”, in quanto offrono al bambino la possibilità di:

La casa – il negozio

È un angolo delimitato su quattro lati, arredato con mobiletti da cucina con tutto l’occorrente (tavolo, sedie, piccoli elettrodomestici, bambole, travestimenti). Al di fuori si trova la bancarella del negozio.

Sono i luoghi privilegiati del gioco simbolico e protettivo che permettono al bambino di esprimere una grande quantità di esperienze e di atteggiamenti assorbiti nell’ambito familiare. Questi luoghi favoriscono inoltre:

Costruzione/incastro – Pista macchinine – Fattoria animali

Questo materiale sviluppa la creatività in quanto il bambino ha bisogno d’interpretare un contesto:

Costruire, intervenire sull’ambiente trasformandolo e adattandolo

Inoltre:

Angolo della manipolazione e dell’attività grafico-pittorica

È un luogo in cui il bambino trova a sua disposizione materiale non strutturato (pennarelli, matite, colla, forbici, pongo, farina, carta collages, nastri) che offre la possibilità di giocare e rilevare importanti apprendimenti sensoriali e percettivi che sono il primo canale di conoscenza.

Diventa l’occasione per provare a trasformare la realtà sviluppando la capacità di autorganizzarsi, usare il materiale in modo adeguato, esprimersi spontaneamente attraverso il materiale scelto.

Materiale strutturato (graduato secondo l’età)

 E’ l’angolo dei puzzles, domino, tombole, materiale di seriazione, sequenze logiche ecc. dove le esperienze, i vissuti e i processi logici vengono fissati nella risposta alle consegne richieste nell’uso di questo materiale specifico. Permette:

La sala da pranzo

Accoglie i bambini che usufruiscono di questo servizio con le loro insegnanti.

È provvista di tavoli, sedie, un armadio con l’occorrente per apparecchiare e appendini per ibavaglini.

Giardino

Luogo privilegiato in particolare nella bella stagione, il giardino è per eccellenza il luogo del “gioco libero”. Permette di conoscere, esplorare, operare delle scelte, attraverso risorse naturali come sabbia, sassi, erba, insetti,piante e giochi come palle,scivolo,“giocone a casetta”, castelli per arrampicarsi, tricicli e macchine senza pedali.

I bisogni del bambino alla scuola dell’Infanzia

3 ANNI

L’ingresso alla scuola dell’infanzia segna un passo importante nella vita di un bambino. Perché incontra nuove figure di adulti e coetanei con i quali può continuare la grande avventura della scoperta di sé e della realtà.

È necessario che il bambino incontri adulti accoglienti e trovi un luogo interessante. Ha bisogno di vivere un rapporto preferenziale (io sono importante per te) che si identifica con il bisognodi appartenenza e di identità.

La giornata è scandita da momenti precisi, i quali diventano anch’essi punto di riferimento sicuro e aiutano il bambino a costruire una prima percezione temporale.

Nel tempo, l’ambiente della scuola materna diventa “famigliare”; a questo punto è importante rispondere al grande bisogno di conoscersi e di conoscere.

L’adulto propone esperienze concrete attraverso le quali il bambino sperimenta delle possibilità.

Di fondamentale importanza sono le esperienze manipolative che permettono al bambino di misurarsi con un materiale, di determinarlo, di scoprire nuovi giochi .

Il vissuto corporeo permette al bambino di “investire la realtà fisicamente”di conoscersi, di percepirsi in uno spazio. Lo spazio e il tempo della scuola materna permettono al bambino di sperimentare il gioco come modo privilegiato di prendere parte attiva alla realtà: nel gioco il bambino si misura, impara fin dove può arrivare, si orienta nello spazio, gusta i rapporti.

4 ANNI

A quattro anni la scuola dell’infanzia è ormai per il bambino un luogo conosciuto, permane comunque il bisogno di rifare l’esperienza che l’adulto è li per lui e con lui. La certezza di questi legami permette al”io” di aprirsi al “noi”.

Il bisogno di conoscere, di scoprire, di organizzare gli strumenti per incontrare la realtà si esprime attraverso il costante rapporto attivo che il bambino ha con le cose; tutto lo incuriosisce, nascono le prime domande consapevoli e si delineano le prime operazioni logiche. E’ compito dell’adulto creare le condizioni che permettano esperienze di vissuti simbolici e fantastici. Il gioco simbolico fa emergere emozioni e le paure; il mondo fantastico media le emozioni e aiutano il bambino a comprendere di più la realtà, (la matrigna e la madre,figure canoniche della fiaba, permettono al piccolo di accettare e superare l’ambivalenza che vive nei confronti della mamma).

Il bambino desidera comunicare il proprio vissuto attraverso il corpo, il dipinto, il gioco, desidera poter creare e inventare. Il gioco si arricchisce; si formano i primi gruppi, i bambini cominciano ad organizzarsi.

Le regole che l’adulto pone non sempre corrispondono a quello che il bambino vorrebbe affermare; accettarle è una fatica cha va sostenuta, motivata. La regola non è una gabbia ma un confine che il bambino lentamente riconosce come buono per sé.

È molto importante che l’adulto guardi il bambino come “capace di” e crei delle situazioni in cui egli possa misurarsi e compiere alcuni gesti da solo.

A questa età i bambini avvertono il fascino della narrazione di storie e fiabe: raccontare è un gusto che dà memoria e significato, è educazione del cuore della ragione, sostiene il desiderio di felicità.

I bambini iniziano ad avere più consapevolezza della propria storia personale e c’è viva curiosità riguardo alla storia famigliare.

5 ANNI

Il bambino di cinque anni è sicuro nell’ambiente, è “autonomo” nel senso esatto del termine (se le tappe precedenti si sono sviluppate armonicamente).

L’atteggiamento di fiducia dell’adulto è la condizione che permette al bambino di riconoscersi, di esprimere e potenziare le proprie capacità. A questa età, il desiderio di fare coincide quasi con la percezione di “essere”. Il bambino è curioso di conoscere e scoprire, prova con piacere a costruire, a disfare, a ricomporre, a separare, a progettare, a trovare soluzioni, comincia a identificare le situazioni problematiche.

Occorre dare spazio al bambino permettendogli di misurarsi concretamente nello svolgersi di un progetto. Tutto questo aiuta l’organizzazione del pensiero, aiuta a capire che imparare è bello, aiuta a raggiungere una buona coordinazione oculo-manuale.

Il bambino sta maturando una sua capacità di comunicare ed è più sicuro nell’uso del linguaggio sia verbale che non verbale; di quest’ultimo fanno parte l’uso del colore e la capacità di utilizzare materiale diverso, produrre immagini che esprimano ciò che ha incontrato e scoperto.

Il linguaggio verbale richiede un’attenzione e una stimolazione adeguate; vanno curati la verbalizzazione dei disegni e dei lavori del bambino, la lettura d’immagini, le interviste, i racconti così da permettere al bambino di utilizzare la parola all’interno di una relazione significativa.

La drammatizzazione, il teatro dei burattini, l’invenzione di storie sono la possibilità di esprimersi, di comunicare in modo diverso e di collaborare per costruire una progettualitàinsieme ad altri bambini; permettono anche di esprimere se stessi per interposta persona, raccontando quindi più liberamente vissuti personali.

È fondamentale che anche a questa età sia mantenuto il carattere dell’esperienza e che essa diventi la reale possibilità di conoscenza e interiorizzazione di concetti e operazioni logiche.

Importanza del gioco

Lo spazio e il tempo della scuola dell’infanzia accogliendo il suo materiale bisogno di giocare, permettono al bambino di sperimentare, di imparare, di conoscere.

Giocando il bambino è felice; ed è totalmente coinvolto, perciò il gioco gli permette di rielaborare l’incontro con la realtà e le proposte dell’adulto, così da farle proprie;

Da queste considerazioni emerge la necessità di:

Orari della Scuola

La scuola dell’infanzia accoglie i bambini ogni mattina dal lunedì al venerdì con i seguenti orari:

ore 8.00 – 9.00 ingresso (dalle 7.45 per i bambini i cui genitori abbiano fatto presente l’esigenza alla direttrice al momento dell’iscrizione)

ore 12.45 -13.00prima uscita

Ore 14.00seconda uscita

ore 15.00terza uscita

ore 16.30ultima uscita

I diversi orari garantiscono il rispetto della priorità educativa della famiglia e nello stesso tempo dei suoi bisogni.

Si raccomanda il rispetto dell’orario, sia per l’ingresso sia per l’uscita, per il buon funzionamento della scuola e la necessaria tranquillità dei bambini, evitando così che la presenza di un genitore, richiamando alla mente l’assenza del proprio, sia causa d’inutili crisi.

Rapporti con la famiglia

Accogliere un bambino significa accogliere la sua famiglia, in quanto è il luogo della sua appartenenza, è la fonte della sua identità, è il primo ambito educativo epermette il suo sviluppo armonico. La famiglia, affidando il proprio bambino alla scuola, compie un atto di fiducia che è la fonte di quella che il bambino stesso prova.

Ciò richiede una comunicazione aperta e un confronto reciproco e adeguato, per favorire processi di socializzazione e di “adattamento sociale”.

E’ indispensabile che l’educatore e la famiglia si incontrino perché si ha bisogno l’uno dell’altro. Se i genitori avvertono, fin dai primi contatti con la scuola la possibilità di uno spazio di dialogo personale, molte domande trovano subito risposta e si pongono le basi di un rapporto di fiducia.

Consapevoli che il bambino vive del rapporto che quotidianamente noi viviamo con i suoi genitori abbiamo individuato come scuola alcuni strumenti:

I colloqui individuali: sono lo strumento per conoscere e accogliere la storia e le abitudini d’ogni bambino. Il colloquio con la direttrice al momento dell’iscrizione,e con le educatrici prima dell’inserimento,sono momenti attraverso i quali ci si conosce tra adulti e si costruisce la fiducia reciproca. Nel corso dell’anno sono un momento di riflessione sulla crescita del singolo bambino, sui progressi e sulle difficoltà.

Valutazione

Nel corso dei tre anni di scuola dell’infanzia le insegnanti pongono particolare attenzione a come i bambini stabiliscono rapporti personali, ai progressi e alle acquisizioni di ciascuno, al comportamento dei bambini in difficoltà.

Il primo strumento che permette di rilevare questi dati è l’osservazione occasionale e sistematica poiché consente di approfondire la conoscenza del bambino, di capire perché e come accade una determinata situazione, consente di adeguare l’intervento educativo, di esprimere una valutazione e di documentare un percorso di crescita.

Un altro strumento più specifico che viene utilizzato con i bambini di 5 anni è il “pacchetto di segni e disegni”. Gli autori di riferimento sono Emilia Ferreiro e Roda Kellog. La raccolta dati avviene in due tempi – ottobre e maggio – e permette di rilevare per ogni bambino:

La lettura comparata di tutti i dati dei bambini permette di:

Il “pacchetto di segni e disegni” fornisce inoltre una serie d’interessanti elementi di discussione con le insegnanti della scuola elementare in quanto contiene elementi oggettivi di conoscenza delle abilità grafiche dei bambini ed esamina la dinamicità dei progressi compiuti in un determinato arco di tempo.

Gestione didattica

Il collegio docenti è il luogo fondamentale per la costruzione dell’unità degli adulti; è un lavoro sistematico e puntuale che consente di approfondire le ragioni dell’esperienza di condividere uno sguardo su ogni bambino, di condividere e valorizzare le risorse d’ogni adulto, di precisare la corresponsabilità.

Il lavoro che il “team” delle insegnanti progetta settimanalmente viene confrontato e ulteriormente approfondito grazie alla presenza trimestrale di uno specialista.

La scuola offre ai bambini con handicap adeguate opportunità educative secondo un progetto educativo didattico. Ciò mobilita non solo le risorse della scuola ma anche quelle territoriali (azienda per i servizi sanitari, servizi d’assistenza e riabilitazione) al fine di ricevere utili elementi per una migliore conoscenza del bambino e un indirizzo generico da sviluppare attraverso la conoscenza e l’esperienza delle insegnanti.

La Scuola dell’Infanzia è iscritta alla Federazione delle Opere Educative (F.O.E.) e partecipa puntualmente agli aggiornamenti per direttrici e insegnanti.

Il funzionamento della Scuola

La Scuola dell’Infanzia funziona di norma da metà settembre a fine giugno. Durante l’anno le chiusure della scuola seguono il calendario scolastico; eventuali altre chiusure stabilite dal Consiglio d’Amministrazione sono comunicate con largo anticipo alle famiglie.

Il trasporto dei bambini da casa a scuola e viceversa è responsabilità dei genitori; eventuali altre persone incaricate del ritiro dei bambini dovranno essere autorizzate, tramite delega scritta, dai medesimi che avvertiranno anticipatamente le educatrici.

La domanda d’iscrizione, con la compilazione dell’apposito modulo, comporta per i genitori la presa di coscienza dell’identità della scuola e l’impegno a rispettarla e a collaborare alla sua attuazione, per tutto il tempo di frequenza del bambino.

Le domande di nuove iscrizioni verranno accolte fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Con l’iscrizione, i genitori sono tenuti al versamento della quota di d’iscrizione ed alla consegna dei certificati di residenza, nascita e avvenute vaccinazioni, sostituibile con autocertificazione.

Per esigenze organizzative, la conferma dell’iscrizione per l’anno scolastico successivo va comunicata alla scuola, compilando l’apposito modulo verifica dati e versando la tassa d’iscrizione, entro il mese d’aprile dell’anno scolastico in corso.

Oltre alla quota di iscrizione, i genitori sono tenuti al versamento di unaretta mensile, indipendentemente dalla frequenza. L’anno scolastico va da settembre a giugno e le rette da versare sono di consuetudine 10.

La scuola dell’infanzia può organizzare uscite con i bambini. Sarà di volta in volta chiesta l’autorizzazione scritta dei genitori a fronte della garanzia di assolvimento dei criteri di qualità del mezzo di trasporto.

Reti di scuole

La nostra scuola dell’Infanzia è collegata ad altre scuole iscritte alla F.O.E.

Punti di riferimento associativi

 L’Istituto aderisce allaF.O.E. (Federazione Opere Educative) a livello gestionale e all’Associazione “Il Rischio Educativo” per approfondimenti e l’aggiornamento del corpo docente.

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