Progetto educativo
Scuola materna ed elementare “SAN PAOLO”
dell'istituto culturale “GIUSEPPE NERI”
La scuola dell’infanzia e primaria dell’Istituto Culturale Giuseppe Neri sono nate rispettivamente nel 1969 e nel 1971 per iniziativa di un gruppo di insegnanti e genitori (costituitisi successivamente in cooperativa senza fini di lucro), desiderosi di offrire ai propri figli ed a chiunque lo desiderasse una scuola radicata nella plurisecolaretradizione educativa della Chiesa Cattolica; una scuola che mettesse al centro di tutto il lavoro educativo la persona del bambino e la passione per il suo destino e che fondasse il proprio specifico compito di insegnare su un progetto spalancato alla funzione della famiglia, prima ed insostituibile depositaria del diritto-dovere di educare.
La positività di quella originale intuizione è testimoniata dall’incremento, costante nel tempo, della popolazione scolastica e dal numero di richieste di iscrizione.
Si tratta quindi di una realtà educativa che, per quanto concerne la scuola primaria, gode della parifica e della relativa convenzione con l’amministrazione pubblica, che le consente di abbattere in parte l’onere del rimborso spese delle famiglie.
La scuolaè uno strumento adeguato all’istruzione obbligatoria; è centro di cultura per le famiglie e peril territorio; è una scuolaaperta a chiunque necondivida o ne accettiil progetto educativo eche, nel corso degli anni, ha accolto ed accoglie anche bambini di religione e di estrazione culturale diverse, così come si è cercato, nei limiti della struttura e delle risorse, di accogliere bambini portatori di handicap e situazioni particolari di bisogno. All’interno di un dialogo e di un confronto costanti, anche ledifferenze culturali e le situazioni di bisognosono diventate spunto di arricchimento ed esperienza di solidarietà.
Dalla centralità delle persona del bambino sono dipese alcune scelte compiute dall’Istituto: la decisione di mantenere due insegnanti contitolari per ogni sezione della scuola dell’infanzia, così da garantire un rapporto più preciso e personale con i bambini; la decisione di affidare invece ogni classe della scuola primaria ad una insegnante tutor, che sia punto di riferimento per i bambini e per gli specialisti; lo strutturarsi dell’orario scolastico e post-scolastico (scuola del pomeriggio) non in funzione della piena occupazione degli insegnanti ovvero della piena occupazione del tempo dei bambini da parte della scuola, ma, nell’osservanza dei programmi ministeriali, in modo da rispettare l’età degli alunni.
Da questo punto di vista siamo convinti che il rientro in famiglia e in ambiti diversi (oratorio, cortile, amici, parenti) dopo il lavoro scolastico, sia di fondamentale importanza per la maturazione della personalità di un bambino. L’Istituto offre comunque alle famiglie, che ne hanno la necessità, uno spazio ed un tempo (la scuola del pomeriggio) appositamente organizzato e seguito, coerente all’impostazione della scuola.
La scuola, (ne fa menzione anche la Costituzione italiana),riconosce ed afferma che la famiglia è il luogo dove il bambino, fin dalla nascita, incontra esistenzialmente un’ipotesi esplicativa e inizia a verificarla.
Nella scelta della scuola la famiglia prosegue il suo compito. La famiglia si serve della scuola come di uno strumento qualificato ed essenziale per completare la sua funzione formativa. Scuola e famiglia hanno uno scopo comune: l’educazione del bambino, che puòavvenire solo nella stima reciproca, nel riconoscimento di competenze diverse, nel rispetto della libertà di proporre e della libertà di aderire.
Occasioni privilegiate di rapporto tra insegnanti e genitori sono i colloqui individuali, le assemblee di classe e di istituto, i momenti di convivenza (giornate di inizio e fine anno) oltre ad alcuni gesti caratteristici della tradizione delle nostre scuole (Sacra Rappresentazione, Via Crucis…).
Come già detto, vengono accolti tutti i bambini i cui genitori condividono o accettano il progetto educativo. Nel corso dell’anno, oltre alle normali assemblee di classe o di interclasse, assumono particolare importanza alcuni momenti in cui insegnanti e genitori condividono il loro bisogno di formazione e si confrontano con esperti; il contenuto delle relazioni viene poi discusso sia all’interno del collegio docenti che all’interno delle assemblee dei genitori. È garantita in questo modo una reale ed ampia collegialità, così da sollecitare al massimo la responsabilità di ciascuno.
Educare
Quelli della scuola dell’infanzia e primaria sono anni preziosi dal punto di vista educativo. Il bambino è aperto alla realtà, è pieno di curiosità e di domande, vuole toccare le cose, capire, conoscere; soprattutto nei primi anni è ancora libero da preconcetti e pretese, si lascia provocare da ciò che accade. Le domande che pone sono: ”Che cos’è?” (realtà da conoscere e da nominare), “Perché?” (ragione ed esigenza di senso).
Compito degli educatori è:
Occorre perciò che il maestro:
In sintesi, compito della scuola è, favorendo la dipendenza dalla realtà, diventare luogo di esperienza in cui il bambino incontra, scopre, impara, agisce, giudica.
L’esperienza, così intesa (e non come un semplice provare), è quindi resa possibile dal rapporto tra l’adulto (maestro, genitore) e il bambino e i suoi contenuti si trasmettono quasi con naturalezza, potremmo dire osmoticamente, dall’uno all’altro.
Perché sia possibile educare, come è stato più sopra accennato,occorre un’ipotesi esplicativa della realtà, che permetta di affermare il sensodi ogni avvenimento e dicogliere i nessi tra cosa e cosa, tra fatto e fatto. Nelle scuole dell’infanzia e primaria (ma vale per ogni rapporto educativo)tale ipotesi esplicativa deve essere chiara alla coscienza dell’adulto. Per il bambino tale ipotesi non è una teoria, è un “dato” da cui muoversi, qualcosa di cui fare esperienza e da verificare, è una scoperta. La realtà gli si svela così: data, ordinata, significativa.
Tutto il nostro impegno educativo parte da una convinzione: la realtà ha un senso, è positiva. Questa affermazione non nasce da una visione ingenuamente ottimistica della realtà, ma dalla concezione cristiana. Affermare che la realtà ha un senso permette di alzare lo sguardo, di sperare nel proprio e nell’altrui cambiamento, di avere ilcoraggio di impegnarsi per crescere e imparare, di stabilire i nessi con le cose; tutto questoindica un percorso:
Naturalmente le dell’infanzia e primaria svolgono il loro compito con una modalità loro propria per forma, contenuto e metodo.
Caratteristiche della scuola dell’infanzia
Come è anche affermato negli Orientamenti (D.M. 1991), la scuola dell’infanzia ha come scopo fondamentale la crescita globale e armonica della persona. La scuola si propone quindi come luogo in cui ogni bambino è accompagnato ad assumere consapevolezza di sé, delle proprie potenzialità e risorse sia fisiche che mentali e dove può condividere esperienze significative.
Gli strumenti qualificanti sono
Conseguenze metodologiche:
Caratteristiche della scuola primaria
La scuola primaria è il luogo di un approccio globale ed immediato alla realtà, tale da rendere possibile che un’esperienza sia vissuta.
La scuola primaria non deve fare tutto, ma può usare di tutto; propone l’essenziale, ciò che è germe e che si svilupperà; in quanto elementare (secondo la vecchia dizione), si oppone all’enciclopedismo; sottolineiamo che elementare non significa necessariamente “banale”, indica piuttosto tutto ciò che è essenziale e significativo e che viene proposto, vissuto attraverso una serie di esperienze, di contenuti, di percorsi, di riflessioni.
È scuola dell’esperienza, sia in quanto accoglie e valorizzatutto ciò che il bambino ha vissuto e vive al di fuori dell’ambito scolastico, sia in quanto pone le condizioni perché il bambino stesso possa vivere in modo sempre più consapevole esperienze di conoscenza, di bellezza, di bontà, di giustizia, di verità.
Conseguenze metodologiche:
L’ipotesi esplicativa non può essere comunicata, né ai bambini né agli adulti, solo a parole, ma si incarna, è tradotta nelle scelte e nei gesti: l’ordine della persona, del luogo, del materiale; il silenzio; il modo di trattarsi; il modo in cui si trattano vicendevolmente gli adulti, in cui gli insegnanti parlano dei genitori e in cui igenitori parlano degli insegnanti; il modo in cui si scendono le scale o ci sisaluta; le regole proposte: tutto questo è espressione di un ideale e comunica osmoticamente una concezione.
Funzione pubblica della scuola
Affermando la priorità data all’educazione, proponendo un’attenzione alla realtà nell’ottica unitaria e valorizzatrice che nasce dal cristianesimo, sostenendo la libertà di educazione, operando nella direzione della creazione di un tipo di scuola innovativo e culturalmente fondato, le scuole materna ed elementare “San Paolo” rispondono al desiderio di senso e significatodelle nuove generazioni, contribuendo allo sviluppo dell’intera società e all’inserimento in essa di persone mature, portatrici di cultura ed energia creativa. L’Istituto svolge quindi un’importante funzione pubblica e intende contribuire al rinnovamento del sistema scolastico italiano nella direzione del pluralismo, della pari dignità – anche sotto il profilo economico – e della giusta concorrenza delle strutture educative. L’Istituto vuole essere, nel panorama scolastico italiano, un punto di giudizio e di confronto per una riforma del sistema scolastico in senso pluralistico e, al tempo stesso, un’espressione della libertà di iniziativa e di associazione dei cittadini, nella quale trovi degna applicazione il principio di sussidiarietà, affermato nella dottrina Sociale Cattolica e dalla Costituzione